L’annosa questione circa l’addebito della colpa in tema di separazione, si arricchisce di un altro utile tassello. La S.C. di Cassazione, sez. VI, con l’ordinanza n. 14591/2019, ha difatti statuito che l’infedeltà e l’abbandono del tetto coniugale determinano l’addebito, solo se il partner riesce a dimostrare che le condotte abbiano determinato la crisi della coppia. La mera violazione dei doveri coniugali non è sufficiente di per se’ a far scattare l’addebito della separazione, ma è necessario che l’intollerabilità della convivenza sia antecedente a tali comportamenti. Grava, pertanto, sul partner “tradito ed abbandonato” l’onere di dimostrare in giudizio, ai fini del riconoscimento dell’addebito a carico della controparte, che la violazione dei doveri coniugali abbia cagionato la separazione dei coniugi, senza che la stessa sia stata, al contrario, prodotta da una conflittualità e da una crisi preesistenti rispetto al comportamento del fedifrago. Nel caso specifico, in primo grado un marito aveva ottenuto dal Tribunale competente il riconoscimento delle proprie ragioni, con conseguente addebito a carico della moglie, in quanto la stessa si era resa colpevole della violazione dei doveri sanciti dall’art. 143 c.c. In sede di appello, la sentenza è stata riformata, asserendo il giudice di secondo grado che a determinare la separazione non sono state le condotte poste in essere dalla moglie, bensì una lunga e preesistente condizione di crisi che avvolgeva la coppia già da tempo. Gli Ermellini, infine, rigettando il ricorso presentato dal marito, hanno ribadito la soluzione adottata dalla Corte di Appello adita, affermando in primis che la valutazione circa la responsabilità di uno o di entrambi i coniugi in tema di intollerabilità della convivenza è materia riservata al giudice di merito. Ciò nonostante, i giudici di legittimità hanno stabilito che il tradimento e l’abbandono del tetto coniugale devono essere causa della crisi, e non effetto della medesima; di conseguenza, se l’instabilità accesa e la conflittualità tra i coniugi erano precedenti a tali condotte, queste non possono e non devono rappresentare motivo di addebito. Ed è onere di chi intende delineare il tradimento e l’abbandono della casa coniugale come motivi fondanti la separazione, dimostrare in aula ciò, ai fini dell’ottenimento dell’addebito a carico della controparte. Così come è onere di chi eccepisce l’inefficacia di dette condotte alla separazione, provare che la crisi coniugale era anteriore alla violazione. La S.C. evidenzia altresì, come principio ormai consolidato nella giurisprudenza di legittimità, quello secondo il quale l’abbandono della casa coniugale non giustifica l’addebito, se tale condotta sia fondata su una giusta causa, come, in particolare, l’intollerabilità della convivenza.