Dal 09 Maggio u.s. è entrato in vigore il D. Lgs. n. 36/2018, che ha modificato la procedibilità di alcuni reati contro la persona e contro il patrimonio. Il Legislatore ha difatti previsto la procedibilità mediante querela per diversi reati che si caratterizzano per un modesto valore offensivo. In linea generale, per le fattispecie criminose contro la persona e contro il patrimonio, la procedibilità mediante querela è ora richiesta per tutti i reati, per i quali la legge prevede o la sola pena pecuniaria, oppure quella detentiva, ma non superiore a quattro anni. Se questo è il principio generale introdotto dal D. Lgs. n. 36/2018, sussistono tuttavia alcune eccezioni: la procedibilità d’ufficio persiste ancora, qualora la persona offesa sia incapace o inferma, o ricorrano le aggravanti ad effetto speciale o quelle indicate nell’art. 339 c.p., oppure, nei reati contro il patrimonio, il danno alla persona sia di rilevante entità. Oltre ad estendere la procedibilità a querela, il Decreto in questione ha esteso l’applicabilità dell’istituto delle condotte riparatorie ex art. 162-ter c.p. anche a reati contro la persona e contro il patrimonio, purché con querela rimettibile. Tra i reati inclusi nel Decreto, per i quali sarà pertanto necessaria la querela, rammentiamo la minaccia, ex art. 612 c.p., sempre nell’ipotesi non aggravata, la violazione di domicilio da parte di pubblico ufficiale, ex art. 615, c. 2, c.p., la truffa e la frode informatica, ai sensi degli artt. rispettivamente 640 e 640-ter c.p., solo se il danno cagionato non sia di rilevante entità, nonché, infine, la fattispecie dell’appropriazione indebita ex art. 646 c.p.