L’annosa questione relativa alla validità dei contratti bancari, pare abbia oggi una fine: secondo la S.C. di Cassazione, è sufficiente la sola firma da parte del cliente. Due recenti sentenze degli Ermellini, la n. 898 e la n. 1653 del 2018, hanno difatti stabilito che sono salvi, e non nulli, i contratti bancari che presentano solo la firma dei clienti. Le decisioni citate si inseriscono nella specie dei contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento, per i quali l’art. 23 del D. Lgs. n. 58/1998 prevede che vengano redatti per iscritto e che una copia sia consegnata all’investitore. Riguardo a questi contratti, ai fini della loro validità, è sufficiente che i medesimi siano firmati solo dal cliente, desumendosi il consenso dell’intermediario dai comportamenti concludenti posti in essere da questo. Mediante l’assunto degli Ermellini, pertanto, i contratti bancari sono validi, se viene dimostrato che gli stessi siano stati redatti in forma scritta, e che una copia sia stata conferita al sottoscrittore, a nulla rilevando che siano privi dell’apposita firma da parte degli operatori dell’intermediario.