Potrebbe sembrare la scena di un film comico, ma talvolta ci si chiede se può essere oggetto di un eventuale risarcimento l’ incidente occorso durante il tragitto che ci porta sul posto di lavoro. La possibilità in realtà esiste; tuttavia, le ipotesi di ristoro si sono ridotte molto nel corso degli ultimi anni. Tale forma di incidente si chiama “incidente in itinere”, ed è un’ipotesi equiparabile al sinistro che si verifica sul posto di lavoro. Con il sinistro in itinere, oltre al risarcimento liquidato dalla compagnia di assicurazione dell’auto, si può ottenere un quid pluris ristoratore da parte dell’Inail. La possibilità di ottenere concretamente un adeguato risarcimento dei danni è però poco frequente, quantomeno secondo il più recente orientamento della giurisprudenza di legittimità. Difatti, la S.C. di Cassazione ritiene configurabile il sinistro in itinere solo se si realizzano alcune condizioni, tra le quali si rammentano l’assenza di mezzi pubblici di trasporto nel percorso per giungere sul posto di lavoro, l’adozione del tragitto più razionale, senza, dunque, fermate intermedie, (nella specie, la S.C. sostiene che la distanza minima tra la propria dimora ed il posto di lavoro sia di almeno 600 mt.), il rispetto del normale orario di lavoro.  A riguardo, si segnala la sentenza della Cassazione nr. 22154-2014.

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