Il genitore, convivente con il figlio maggiorenne, ma non ancora indipendente economicamente, è legittimato a chiedere all’altro genitore il rimborso di quanto speso per il mantenimento. E’ quanto deciso dal Tribunale di Aosta con la sentenza del 06.06.2017, n. 200. Nel caso specifico, il giudice di merito ha accolto la domanda al rimborso delle spese presentata da una donna a carico dell’ex compagno. La sentenza si fonda essenzialmente sulla decisione n. 3019/1992 della S.C. di Cassazione sul tema. La domanda de qua  è tuttavia finalizzata solo ad ottenere il rimborso delle spese pregresse sostenute da uno dei genitori, non, al contrario, a determinare l’importo del mantenimento dovuto per i bisogni dei figli. Tale diritto, esercitabile iure proprio, ha ad oggetto anche le spese antecedenti rispetto alla proposizione della domanda, dato che il medesimo sorge nel momento in cui ha inizio il rapporto di filiazione. Orbene, il giudice monocratico valdostano chiarisce che il diritto al rimborso spetta al figlio, divenuto maggiorenne, ma non ancora autosufficiente dal punto di vista economico; qualora costui decida di non agire, la facoltà può essere legittimamente esercitata da parte del genitore con lui convivente, in quanto il diritto in esame ha natura concorrenziale tra il figlio ed il genitore. Il diritto al rimborso, e, di conseguenza, l’obbligo corrispettivo a carico dell’altro genitore, permane sia se quest’ultimo risulta essere non percettore di redditi, sia se l’altro genitore è in una condizione di agiatezza, (ad es., in caso di nuova unione): difatti, il dovere di rimborsare l’altra parte è connesso con l’obbligo di mantenere la prole e, pertanto, non può venire meno.