Nel caso di contrasto tra il dispositivo di una sentenza e le sue motivazioni, a prevalere è in generale il primo, secondo il solco tracciato dal prevalente orientamento giurisprudenziale. In tal senso, rileva in primis la decisione della seconda Sezione della S.C. di Cassazione n. 15986 del 19 Aprile 2016. Il dispositivo prevale, in quanto esso rappresenta l’atto con il quale il giudice estrinseca la volontà della legge nel caso concreto. La motivazione, invece, assolve una funzione esplicativa della decisione presa dall’organo giudicante. A conclusioni analoghe, ricorre anche la Corte di Appello di Roma, Sez. III, con la sentenza n. 2017 del 20 Giugno 2017: in caso di contrasto, a prevalere è sempre la parte decisoria della sentenza, soprattutto se la medesima viene letta in udienza. Il Collegio, tuttavia, sottolinea come l’interpretazione debba essere effettuata attraverso una integrazione delle due parti della sentenza, poiché la motivazione, che chiarisce le ragioni della decisione, può contenere elementi logici, utili per dirimere la discrasia. Sempre la Sez. III della S.C. di Cassazione, con la decisione n. 7680 del 17 Febbraio 2017, stabilisce che il principio della prevalenza del dispositivo sulla motivazione, pur essendo vigente, non ha tuttavia valore assoluto, ma va contemperato, tenendo in considerazione il singolo caso e gli elementi propri della motivazione. In ultimo, rammentiamo anche la sent. n. 52048 del 15 Novembre 2017 della Sez. III della S.C., la quale, pur ammettendo la prevalenza del dispositivo sulla motivazione, non nega, anzi valorizza la funzione di spiegazione e di chiarimento tipico della motivazione.