Riguardo all’annosa questione dei controlli che il datore di lavoro può o non può effettuare nei confronti dei propri dipendenti, un’importante decisione è stata recentemente adottata dalla S.C. di Cassazione: tale è la sent. n. 17531 del 14 Luglio 2017. Nel caso specifico, un lavoratore aveva contestato l’utilizzo illegittimo del badge, (a radio frequenza), al proprio datore di lavoro, il quale era accusato non solo di verificare la presenza del dipendente, ma anche di controllare altri aspetti inerenti il rapporto di lavoro. Il cartellino elettronico, dotato di microchip, era in grado in sostanza di inviare al datore di lavoro tutti i dati del dipendente, quali ad esempio sospensioni, permessi, pause, determinando di fatto un costante ed illegittimo controllo a distanza del lavoratore. La Corte, confermando l’assunto delle decisioni di merito, ha escluso categoricamente che il cartellino possa fungere da mezzo di controllo del lavoratore; esso deve solo essere idoneo ad accertare gli orari di ingresso e di uscita del dipendente al e dal posto di lavoro. Tra i due interessi in gioco, ossia quello tipico del datore relativo ad un corretto adempimento delle prestazioni, e quello del lavoratore a non essere controllati nei movimenti, prevale, secondo gli Ermellini, il secondo.